Una scoperta anche per me

27 gennaio 2010
Che effettivamente, se uno ci pensa, è più logico così.

Sto leggendo un libro molto bello, "Il grande spettacolo del cielo" di Marco Bersanelli: i dieci capitoli sono dieci quadri in cui l'autore si immedesima di volta in volta con le persone che si sono messe a osservare il cielo dalla preistoria a oggi, dando inizio e sviluppando man mano la scienza delle stelle. Aristotele, Copernico, Keplero, Galilei, Newton, Hubble per citare i più famosi (almeno a me).

Manco a dirlo, il mio capitolo preferito -lo affermo con certezza anche se non ho ancora terminato il volume e sono sicura che affermerò la medesima cosa all'ultima pagina con altrettanto ardore- è proprio il primo: il quadro della preistoria.

Già più volte ho manifestato il mio fascino e la mia attrazione verso le origini, per esempio al riguardo del linguaggio e della formazione delle parole leggendo il libro "Il valore magico della parola" di Pavel Florenskij (clicca qui). In questo primo capitolo Bersanelli si immedesima con gli uomini Cro Magnon, circa 30mila anni fa, a partire dagli affreschi e incisioni che sono state trovate nelle Grotte di Lascaux, nel sud-ovest della Francia. Pare che Picasso, dopo aver visto le pitture nelle Grotte di Altamira in Spagna, abbia detto che «dopo Altamira, tutto è decadenza».

11 luglio 2014
Dal punto di vista dell'obiettivo di questo libro, le pitture parietali di Lascaux sono prese in considerazione perché vi sono delle serie di punti che vengono interpretate quasi all'unanimità come raffigurazioni di calendari e fasi lunari. Allora, se io metto insieme il senso dell'arte e quello dell'osservazione naturale di quegli uomini, così come messo in risalto l'uno dagli artisti e l'altro dagli astronomi contemporanei, non posso che riconoscermi presa in un sussulto di gioia come se in questa osservazione vi fosse una scoperta anche per me.

Cioè, per me è importante, significativo e di grande valore cogliere negli uomini che sono vissuti decine di migliaia di anni fa un cuore accesissimo e animato da uno sguardo vorticosissimo sulla realtà. Ma che meraviglia! Mi sembra di poter dire che meno si ha più si coglie. Non è questa una demonizzazione delle tecnologie, dei soldi, del possesso. Ma nel senso che meno si ha di quell'attaccamento a tutte queste cose e anziché dipendere da esse si dipende da qualcos'altro, e più si coglie in profondità. Più logico, più bello. Più vero.

Più felice.

Commenti