Bello come il solstizio

Oggi è il solstizio d'estate, il giorno in cui la luce del sole supera il buio delle tenebre.
Dopo aver visto i fiori sbocciati del giglio di San Giuseppe, insieme ad altre stupefacenti corolle, come non pubblicare tutti questi vivacissimi colori?

Il nome scientifico del giglio di San Giuseppe è «hemerocallis fulva»: emerocallide deriva dalla fusione di due parole greche, χάλός «bello» e ήμέρά «giorno», facendo riferimento alla breve durata della fioritura.

Guardando tutte le sfumature del rosso, dell'arancio e del giallo, non mi viene in mente altro se non questo, e cioè che un fiore dai colori caldi del sole e che si estende ad abbracciare all'esterno e si apre ad accogliere all'interno, è un simbolo bellissimo per festeggiare il giorno in cui persino la natura ci ricorda che la luce vince sulle tenebre.

Il giglio ci ricorda la purezza, viene associato a San Giuseppe e ad altri Santi, viene nominato nel Vangelo in un passaggio fondamentale per l'uomo e la speranza.

«E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede?» (Matteo 6, 28-30).


giglio di San Giuseppe





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