Come la prima volta

La Vocazione di San Matteo
(Caravaggio, 1599-1600)
Chiesa di San Luigi dei Francesi, Roma


La mia sfida quotidiana è quella di alzarmi al mattino e di sentirmi scelta ogni giorno, perché se è bello ciò che sta più volte ricordando Papa Francesco, e cioè che "il primo amore non si scorda mai", ho la dolorosa coscienza di me che «Tu hai sopportato, hai costanza e per amore del mio nome ti sei affaticato senza stancarti. Ma io ho questo contro di te: che hai lasciato il tuo primo amore» (Apocalisse 2, 3-4).

Quanto è facile perdermi nelle cose di ogni giorno, che diventano mondane e vanità se non ho Cristo nella coda nell'occhio, se non ho questa Presenza nel mio sguardo. Quando il primo incontro diventa un ricordo, bello, ma pur sempre un ricordo. Eppure, «non fu ieri, è oggi!».

È oggi, è ora. Gesù passa e mi fa un lieve toc-toc sulla spalla: mi giro? Ho bisogno di questa compagnia, che mi aiuta a elevare lo sguardo. Perché nella mia miseria scordo il mio primo amore ogni giorno, sono poveretta. Ho bisogno della preghiera e di pregare perché abbia memoria, perché fin dal mattino, quando mi sveglio, la prima cosa che vedo sia la presenza di Cristo nella coda dell'occhio, essenziale a trasfigurare la mia giornata nel senso del vero. Affinché io possa scoprirmi, ogni giorno, sempre, e sempre più innamorata.

Come nel dipinto di Caravaggio, ho bisogno di quel Suo gesto sempre, a ogni istante, facendo memoria del primo originario.

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