Roba dell'altro mondo!

Ogni tanto scrivo un post per parlare del mio blog, aperto nel 2007 e caratterizzato da costanti variazioni di grafica e stile, di contenuti e di titoli, da qualche breve pausa di riflessione e da un momento di silenzio più lungo che avevo creduto un'interruzione definitiva.

Il titolo originale era "L'appartamento di Laumig", contestualmente al mio trasferirmi dalla campagna alla città. Salvo qualche rara e motivata occasione, ho mantenuto tutti i post dal 2007 a oggi: chi leggesse il blog dall'inizio noterebbe un percorso, una maturazione nel corso degli anni. Mi fa tenerezza...

Mi sono resa conto che per me è diventato un luogo dove corro a rendere testimonianza di ciò che di bene e di bello accade nella mia vita, un luogo dove rendere grazie e lode.

Rifugio Nuvolau, Dolomiti (2014)
Due recenti fatti hanno consolidato questa mia consapevolezza e, appunto, eccomi qui a raccontarli. Alcune persone le chiamano "coincidenze". Sono d'accordo solo se si attribuisce al vocabolo il significato di corrispondenza misteriosa, e non di casualità.

Il primo.
Spesso mi capita di vivere con molta fatica, che causa stanchezza, rabbia e sconforto e acuisce la mia domanda di senso. Qualche settimana fa mi ero confidata con un amico scrivendogli che mi sentivo dimenticata da Dio. Continuavo, con amara ironia, dicendo che il mio dossier personale doveva essere finito in un archivio buio, polveroso e pieno di ragnatele. Due giorni dopo, questo mio amico mi riferì la seguente citazione, nella quale si era imbattuto: «Credo che in qualche punto dell'universo debba esserci un archivio in cui sono conservate tutte le sofferenze e gli atti di sacrificio dell'uomo. Non esisterebbe giustizia divina se la storia di un misero non ornasse in eterno l'infinita biblioteca di Dio» (Isaac Singer).

Il secondo.
Pochi giorni fa, al telefono con un'amica, lamentavo il fatto che le mie attuali circostanze abitative, personali e famigliari sono tali per cui fatico molto a trovare le condizioni ottimali per concentrarmi a scrivere, non riuscendo così a sfruttare appieno una piccola opportunità che mi è stata offerta. Due giorni dopo, questa mia amica si è imbattuta in questa citazione: «Ho sempre lavorato meglio in luoghi di inappartenenza, cioè non ho quasi mai lavorato a casa. Quando ero giovane scrivevo al parco, oppure nei bar… Non sono uno che si sveglia alle otto per “lavorare a casa mia”. Non ho bisogno di una zona neutra dove scrivere. La zona che io cerco è un’altra. Una zona in cui io possa sentirmi a un tempo libero e cacciato via» (Giovanni Testori).

A me viene da dire, riprendendo a mia volta una frase a me cara, che è «una cosa dell'altro mondo, in questo mondo!» (don Luigi Giussani).
St. Moritz (2010)
La prima reazione, nel momento in cui queste frasi mi venivano riportate, è stato un misto di silenzio e stupore, colta in maniera imprevedibile e inaspettata com'ero dalla realtà che mi rispondeva. Non potevo non riconoscere che qualcosa stava accadendo e che io ero protagonista di quell'avvenimento (dove era il Mistero a prendere iniziativa su di me). La seconda reazione è stata il sorriso, suscitato da pentimento e gratitudine. Terzo, il consolidarsi di certezza e speranza, poiché a una domanda segue sempre una risposta, anche se non è quella che mi aspettavo perché io avevo in mente altri schemi, idee e progetti.

Successivamente, mi sono soffermata a riflettere anche sul fatto che quelle citazioni non le avevo trovate io, ma mi erano arrivate per il tramite degli amici cui mi ero confidata. Loro, però, non erano andati a cercare nelle riviste, nei libri o in Internet una frase a effetto che potesse valere il peso delle mie fatiche: la risposta adeguata alle mie fatiche (il senso) era venuta spontaneamente a loro. E questo è più "a effetto" che se le avessi trovate io! Perché rafforza in modo concreto la certezza che il dialogo fra me e il Mistero si fa carne anche acquisendo il volto delle persone che mi mette accanto, che mi dona come compagnia a me. È un dialogo personale ma è anche un dialogo "in comunione".

Roba dell'altro mondo...

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