Le parole che nessuno sa

Sarebbe impressionante scoprire quanti scritti nel corso della storia siano stati composti. Su carta, su legno, su pietra, su foglie, su ceramica, su tutti i materiali toccabili e quelli digitali. Evolvendosi la tecnologia, aumentano gli scrittori. Anch'io scrivo: lo sto facendo adesso.

Ma, quello che mi urge sapere è il perché. Il perché di tutte le cose, quindi anche del desiderio di scrivere.

Curioso... Gesù si incarnò duemila anni fa. La scrittura esisteva. Tuttavia, non una macchina fotografica, cinepresa, videocamera o telefonino (e gli altri futuri ammennicoli che sicuramente qualcuno sta già ideando) a immortalare alcunché. Immortalare= rendere immortale, eternare. Ne aveva (Lui) bisogno? Ne avevamo e abbiamo noi bisogno?

Chi conosceva le Sacre Scritture si aspettava un grande re, il re dei re. Arriva un neonato. Figlio di una ragazza di umili origini. Nazareth era un buco in un posto sperduto. Facciamo un salto temporale: se vivessimo duemila anni fa, quale moneta avremmo scommesso?

Un uomo, nell'epoca in cui i telefonini non c'erano, ne scelse dodici, quelli che Dio gli aveva mandato. Non si mise a parlare di teorie e idee: tagliò corto, facendo il Cristianesimo (come scrisse Charles Péguy). Posso dire che nacque nello sguardo di un'amicizia che destava stupore? «Vieni e vedi». Loro andarono e videro. Che cosa videro? Andarono. Se non ricordo male, oggi i cristiani non sono più soltanto dodici. Qualcuno viene ammazzato ogni tanto... però penso non siamo più solo dodici.

Non c'erano le macchine fotografiche, nessuno aveva inventato i registratori. Esisteva l'amicizia, quella, oh sì, che esisteva. Alla quale Lui diede una sacralità mai assaporata prima. Esisteva una fame e una sete che non si estinguevano. Glielo disse, quella donna seduta al pozzo, di darle da bere quell'acqua affinché lei non sentisse più sete.

Ma io, se non sentissi più sete, andrei ancora a cercarLo?

Gesù, ha mai scritto? Riesco a ricordare, in tutto il Vangelo, un solo episodio, l'incontro con la donna adultera che tutti erano pronti a lapidare: «Ma Gesù guardava in terra, e scriveva col dito per terra. [...] Poi si chinò di nuovo a scrivere in terra» (Giovanni 8, 6-8).

Che cos'è che aveva scritto? Non lo sappiamo. Le uniche parole, segni o disegni che scrisse di cui parla il Vangelo, non le sappiamo. Non ci è dato a sapere. Ma io, perché scrivo? Ma io, perché faccio il fornaio, l'operaio, l'impiegato, il manager, il prete, la suora? Perché cerco Cristo. Perché mi sveglio, mi lavo, pulisco, cucino, vado in bicicletta, studio, suono, canto? Perché cerco Cristo. Perché rido, piango, mi arrabbio, mi spavento, sto male, sto bene? Perché cerco Cristo.

Ecco, forse, scrivo anche perché cerco quegli unici segni scritti da Lui che non ci sono dati a sapere.

Comments