Viene da oltre me un richiamo

Palazzolo sull'Oglio, 2010
Che belli, i tempi in cui l'uomo era uomo e l'animale era animale. Quando mi imbatterò in un animale che si interroga sul senso della vita, che contempla un tramonto in silenzio, che compie un gesto inutile come regalare un mazzetto di fiori innamorato, allora potrò rivedere questo mio giudizio.

Perdendo la fiducia e la volontà di impegnarsi nelle sfide che riguardano se stesso, l'uomo guarda il proprio sguardo andare alla deriva e deviare verso provocazioni, facili e comode, ma fasulle, inventando così nuovi "-ismi", regimi cui dedicarsi per affrontare la realtà. Ambientalisti, animalisti, abortisti...
Una parcellizzazione e parzializzazione del cuore e della realtà, dell'andare a fondo di entrambi e del sapere che soddisfa un'esigenza parziale, giacché non include tutti i fattori che compongono l'intero implicato. Separando l'uno dall'altra, la creatura dal suo Creatore.

Una delle frasi che ho sentito più spesso pronunciare è che «l'animale, a differenza dell'uomo, non tradisce». L'animale è dotato di istinto, l'uomo è fatto dono della libertà. Può compiere il male anziché il bene. Ed è più facile stare di fronte alle reazioni di un istinto, piuttosto che ai giudizi della libertà. Come ne parla Dostoevskij ne "Il grande inquisitore", che rimprovera a Cristo di aver portato agli uomini la maledizione della libertà, poiché la maggior parte non sa come stare nella sua vertigine.

Non rinnego nulla del tempo in cui, sedicenne, sentendomi acutamente sola, trovavo più conforto nel mio gatto che in altre persone. Ma rimaneva un vuoto. Quel vuoto. Non è che se l'uomo non può riuscire a riempire il vuoto di un uomo possa riuscirvi un gatto.

«Di che è mancanza questa mancanza, cuore, che a un tratto ne sei pieno?».

"Che in altre persone". Quando si scopre l'alterità delle persone, quando si scopre che il mio io è tale perché in rapporto con un tu, quando si scopre che l'alterità delle persone non è né una comodità né un nemico, cosa succede quando si scopre tutto questo? "Forse viene da oltre te un richiamo che ora, perché agonizzi, non ascolti. Ma c'è, ne custodisce forza e canto, la musica perpetua ritornerà". La musica perpetua ritornerà.


Mario Luzi

Di che è mancanza questa mancanza,
cuore,
che a un tratto ne
sei pieno?
di che?
Rotta la diga
t’inonda e ti sommerge
la piena della tua indigenza…
Viene,
forse viene,
da oltre te
un richiamo
che ora perché agonizzi non ascolti.
Ma c’è, ne custodisce
forza e canto
la musica perpetua ritornerà.
Sii calmo.

Comments

  1. Dopo un tour del tuo blog, sono stato piacevolmente sorpreso, perché la bellezza delle vostre pubblicazioni meritano, per questo motivo, devo congratularmi con voi.

    Complimenti e saluti da Gran Canaria.

    Fino a tempi molto presto.

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