Cuore inquieto

« [...] è il non accontentarsi mai di quanto si è raggiunto. Proprio le gioie più vere sono capaci di liberare in noi quella sana inquietudine che porta ad essere più esigenti – volere un bene più alto, più profondo – e insieme a percepire con sempre maggiore chiarezza che nulla di finito può colmare il nostro cuore. Impareremo così a tendere, disarmati, verso quel bene che non possiamo costruire o procurarci con le nostre forze; a non lasciarci scoraggiare dalla fatica o dagli ostacoli che vengono dal nostro peccato».

Tratto dall'Udienza Generale di Benedetto XVI, 7 novembre 2012 (link).



«But I know I'll do the right thing
If the right thing is revealed».

Tratto da "Epiphany", traccia di "Break the cycle", Staind, 2001.

Qui, propongo la versione unplugged della canzone: gli Staind si esibiscono acusticamente a MTV, sempre nel 2001, dove le lead vocals fluiscono più morbide rispetto all'album inciso. Sia dal vivo che in studio, la voce inquieta di Aaron Lewis segue un filo di lana di vetro che mi tiene su un tepore ruvido e sabbioso. Come nell'altra bellissima, "Outside".







«Ci hai fatti per Te e inquieto è il nostro cuore finché non riposa in te” (Le Confessioni, I,1,1). Con queste parole, diventate celebri, sant’Agostino si rivolge a Dio nelle Confessioni, e in queste parole c’è la sintesi di tutta la sua vita.
“Inquietudine”. Questa parola mi colpisce e mi fa riflettere. Vorrei partire da una domanda: quale inquietudine fondamentale vive Agostino nella sua vita? O forse dovrei piuttosto dire: quali inquietudini ci invita a suscitare e a mantenere vive nella nostra vita questo grande uomo e santo? Ne propongo tre: l’inquietudine della ricerca spirituale, l’inquietudine dell’incontro con Dio, l’inquietudine dell’amore».

Tratto dalle Omelie di Papa Francesco, Santa Messa per l'inizio del capitolo generale dell'Ordine di Sant'Agostino, 28 agosto 2013 (link).

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