Lightning bolt (Pearl Jam)

Riuscire a fotografare un grappolo di fulmini è sempre stato un mio sogno. Ma per la copertina di "Lightning bolt" mi limiterò alla saetta riprodotta sulla cover copertinata e una luce di metà ottobre che i miei occhi e la mia pelle non ricordavano più che sapore avesse.

I Pearl Jam escono con il loro nuovo lavoro dopo quattro anni, dopo Backspacer. Non mi deludono, anzi.

Stamattina alle sette guidavo per andare al lavoro, sull'orizzonte il buio stava morendo e l'alba filtrava da minuscoli squarci che viravano a un rosa intenso che faceva male da quanto era bello. Ero lì, semplicemente assorta nei miei mille pensieri del periodo, quando Eddie Vedder e gli altri quattro di Seattle hanno infilato la tripletta finale.
Esattamente come per il precedente Backspacer, le cui tre canzoni in coda sono un susseguirsi impossibile da togliersi di dosso, giunge questa nuova Sleeping by myself - Yellow moon - Future days che colpisce direttamente sotto la cintura. All'improvviso, alla sprovvista.

Un cuore è fatto di convessità e concavità e gli interstizi sono le fessure attraverso le quali, se si tiene la guardia bassa, la vita ti coglie così come sei, ti lascia inerme, nudo, spiazzato, stupito. Ed è un bene che sia così, altrimenti seguirei solo i miei progetti e programmi e rimarrei con niente in mano, mentre la realtà supera di gran lunga la fantasia.

Il più bel complimento è qualcosa che non mi aspetto, è la vita che mi riempie di stupore fino alle lacrime perché ho la consapevolezza che non potrò mai ripagare tanta bellezza ricevuta gratuitamente.

In "Future days" il distico «everything I have found dear / I've not found by myself» [tutto ciò che ho scoperto essermi caro / non l'ho scoperto da solo] non fa altro che ricordarmi che non mi faccio da sola. Io sono Tu che mi fai.

La traccia "Sirens" racconta di un uomo sveglio nel cuore della notte, guarda la sua donna mentre dorme accanto a lui. Questo momento, un istante in cui percepisce l'eternità, durerà? Lo coglie un vertiginoso momento d'essere: il pensiero che possa un giorno finire lo atterrisce. Guardandola ancora, la paura sparisce.
«L'incontro vero è nel territorio dell'altro» (S. Currò)

Perché la certezza che un Tu esista è che esisti tu. Certo che durerà, proprio perché non dipende da me.

Mai notato come i gruppi rock spesso siano i soli a scrivere canzoni che parlano del sentimento senza cedere al sentimentalismo? Beh, "Sirens" è una rock ballad autentica. E la voce di Eddie la rende ancora più ruvidamente bella.

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