Come bambù nel vento

Dopo il lutto, la perdita del lavoro. Eh già, il periodo è proprio di quelli dove corre l'alta tensione.
Eppure, c'è sempre un eppure.
Sono frastornata, sarebbe strano il contrario. Ma non sono disperata. La vita è un dramma, non una tragedia. Io lo dico anche qui, mi sento felice.

Per Grazia, ho una certezza: il mio personale rapporto con il Mistero, nessuno me lo potrà mai togliere. Quel filo, che scende dall'alto verso di me, non me lo può spezzare o tagliare nessuno. Potrà oscillare, certo. Avere dei forti scossoni come dentro a una tempesta. Ma rompersi, questo no.
Oscillo, oscillo, come una canna di bambù nel vento, come un filo d'erba nella brezza che scivola sui prati, ma quel filo invisibile che scende dall'alto verso il mio cuore, chi mai me lo potrà portare via?!

Non è che io mi stia sforzando di credere. Se la fede è un dono, io semplicemente riconosco che me ne viene fatta dono. Lo riconosco, riconosco ciò che c'è, non è che mi stia sforzando. Non è uno sforzo volontaristico. Dico quello che c'è. Che altro devo dire? C'è. Mi sento un pò come il cieco nato. Prima non ci vedevo, e adesso ci vedo. Che altro posso dire? Ci vedo. Punto.

La vita è piena di segni e, un pò alla volta, col tempo, chiedendo questo dono secondo comunque la volontà del Padre, si impara a riconoscerli. A vedere la realtà per quella che è. Non il frutto di una parola assurda come "caso". Ma il frutto di un Mistero che ci vuole bene. Ha le Sue vie, i Suoi modi, la Sua giustizia. Non sono i nostri. Ma se avessimo l'atteggiamento di chi pretende di insegnarGli come si fa, saremmo in una botte de féro. Preferisco essere una bella canna di bambù nel Vento, che nella botte de féro di chicchessia.

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