Orgoglio e pregiudizio (Joe Wright)

A gennaio ha compiuto duecento anni, ma non li dimostra. Ancora oggi, "Orgoglio e pregiudizio" è una tra le opere più amate. Portai il romanzo come tesina al mio esame di maturità liceale; durante l'università ebbi modo di incontrare nuovamente la prosa di Jane Austen. Amata, ripresa, stracciata e poi rivalutata, bistrattata nuovamente e poi ancora rivalutata. Stile salottiero, scrittura da romanzo rosa, letteratura di costume: su Jane Austen negli anni s'è detto e scritto praticamente di tutto, e il suo contrario.

Dai suoi romanzi sono stati tratti diversi film: di "Orgoglio e pregiudizio" conosco almeno tre trasposizioni. La prima, forse la più celebre, ai tempi del cinema in bianco e nero, vedeva un giovane e affascinante Laurence Olivier nei panni dell'altero Mr Darcy e una bionda Greer Garson nelle vesti dell'intelligente Elizabeth Bennet. Ho sempre amato questa vecchia versione del 1940 che, ai tempi dell'università, registrai su videocassetta una volta che la trasmisero su un'emittente locale.

Nel 1995 esce un remake, con Colin Firth nel ruolo maschile e Jennifer Ehle in quello femminile. Dieci anni dopo, ecco che Keira Knightley e Matthew Macfadyen si fronteggiano nel perpetuarsi delle schermaglie fra Miss Bennet e Mr Darcy. Quest'ultima versione l'ho acquistata e vista la settimana scorsa e ho scoperto che il fascino del romanticismo della Austen è intramontabile. O forse sono io che sono una sciocca sentimentale, pure con il passare degli anni.



La storia, ambientata tra fine Settecento e inizio Ottocento, prende il via dalle vicissitudini della famiglia Bennet: la signora e il signor Bennet, Jane, Elizabeth, Mary, Catherine e Lydia. Cinque figlie, giovani e nubili. Nessun figlio maschio, nessun erede che possa salvare le sorti della famiglia, la cui tenuta passerà in eredità a un cugino (che naturalmente fa il suo ingresso nella storia al momento più opportuno, o quasi). Poi, l'arrivo in una tenuta vicina, di due giovani amici. Ricchi. Celibi.

La trama, ricca di arguzie, mette sul piatto la lotta fra la genuinità del sentimento e il costume dell'epoca, fra le occupazioni nevrotiche di una madre che deve accasare cinque ragazze senza dote e le differenze di classe, fra l'orgoglio di lui (Mr Darcy) e i pregiudizi di lei (Miss Bennet).

I film, nelle più recenti versioni, sono più immediati e diretti, se si confrontano con il rispettabilissimo "Pride and prejudice" del 1940: nel frattempo cambiano le strumentazioni tecnologiche, gli stili cinematografici, le tecniche recitative, le culture, i caratteri e le mentalità. Una cosa, resta: il desiderio dell'amore di una vita. Ma anche l'amabilità della prosa di Jane Austen.

Comments