In movimento

Mi è capitato solo due volte nella vita di acquistare un libro perché colpita dalla copertina. La prima volta ne rimasi contenta, questa volta sono estasiata. Si intitola "Sentinelle dell'assoluto" e ha catturato il mio sguardo fra le migliaia di libri esposti in libreria. Aveva un'immagine di una forza tale che mi sono lasciata conquistare.

In questi giorni passati a riposo forzato per via di un malanno di stagione ho avuto modo di iniziare a leggerlo, e quasi finirlo. La seguente riflessione nasce da un'osservazione che mi sta accompagnando da alcuni mesi e che oggi sta sfociando in un'intuizione sulla realtà.

Ciò che mi affascina nelle storie riportate in questa raccolta (si tratta infatti di una serie di estratti di romanzi, pièces teatrali e racconti che l'autore Ferdinando Castelli dipana secondo un leitmotiv ben preciso: sono tutti incontri con preti, frati, suore e monache, tratti da opere di autori che vanno dal 19° secolo a oggi) è l'incontro stesso. Il momento originario che dà origine alla conversione personale. E tutti i successivi momenti di quotidiana conversione, che continua da quel punto originario secondo un personalissimo rapporto di grazia e libertà.

Un cammino di perfezione verso il Perfetto (da perfectum, compiuto).

Sant'Agostino, San Paolo, San Francesco... tutti giganti ai quali mi sono avvicinata principalmente per un interesse verso la loro conversione, per un senso di intuitiva corrispondenza con la mia (che sono una nana sulle loro spalle). Ciò che più mi affascina nel quotidiano è scoprire i nuovi punti di incontro che riguardano me e quelli che riguardano le persone che si incrociano con la mia vita, come a voler dire che ciò che desta un cambiamento, un movimento, un verbo nella realtà è ciò che trovo sia il fatto per me più interessante. Un movimento che si fa carne e sangue.

Vorrei concludere citando due brevissimi estratti presenti nel volume, il primo da "Le due di notte" di Béla Just: «Finché le finestre dei conventi si illumineranno, finché i monaci muti reciteranno il mattutino, [...] l'ira di Dio non schiaccerà questa terra miserabile, che corre pazza nella notte».

Il secondo è da "Il paradiso bianco" di Pieter van der Meer ed è in tema con il titolo del Meeting di quest'anno e con il messaggio arrivato dal Papa: «Ciò che non è l'infinito, si mostra troppo piccolo per il cuore dell'uomo».

Comments

  1. E come diceva Casanova: "...La donna è come un libro, che buono o cattivo, deve cominciare a piacere dal frontespizio...
    Il frontespizio della donna va dall`alto al basso come quello di un libro...E i piedi...presentano lo stesso interesse che può avere per un uomo di lettere, l`inidicazione dell`editore dell`opera..."
    Ciao

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  2. Mi hai fatto balenare in mente un attacco di un articolo che scrisse un mio amico su un quotidiano, qualcosa come «La donna è come il vino: migliora con l'età». O viceversa.

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