Stupore

Due settimane fa ero a Madonna di Campiglio con una grande compagnia di amici e amiche. Ho scattato tante foto e tante vorrei postarne.

Sono state vacanze rilassanti e stimolanti, sotto molti punti di vista: dal paesaggistico al culturale, dal gastronomico all'escursionistico, dallo spirituale allo psicologico. Però, c'è un però. Sono tutt'ora in affanno. È stata, la vacanza, una cartina tornasole soprattutto dei miei limiti, di fronte ai quali sono un pò esausta. Svuotata di fronte alla sproporzione che c'è, sfinita dopo due anni di professione sempre col tiro un pò troppo alto rispetto al mio bisogno di realizzazione e completezza, stanca di lottare.

«La cosa più lontana dalla nostra esperienza è ciò che è misterioso. È l'emozione fondamentale accanto alla culla della vera arte e della vera scienza. Chi non lo conosce e non è più in grado di meravigliarsi, e non prova più stupore, è come morto, una candela spenta da un soffio» (Albert Einstein, "Il mondo come io lo vedo", 1934).

Ho bisogno di tornare a stupirmi ogni istante della mia vita. Che non passi un secondo senza che il mondo come lo vedo io sia pieno di meraviglia ai miei occhi. E siccome in questo periodo il mio sguardo dev'essere un pò spento, lo cerco nello sguardo del prossimo, che mi è testimone. Come in vacanza.

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