Mah

Questa settimana è una di quelle skazzate con la kappa, una di quelle che non potrebbe farmela passare nemmeno il gusto "specialità Bedont" della gelateria Bedont, o uno dei "pinguini" della gelateria Il biondo, né il cestino croccante con crema della gelateria Imperiale.

(p.s. questi sono i tre monumenti che vi consiglio se farete una gita a Brescia).

Questa è una settimana un pò così, di quelle che parlate perchè altrimenti a casa vostra risuonerebbe solo l'eco dei vostri passi, e a volte nemmeno quelli, come fantasmi di voi stessi, ma magari è solo perchè vi piace camminare a piedi nudi, e se poteste lo fareste anche per strada, come i tedeschi più veri. Di quelle che la musica di Jeff Buckley in auto è quella giusta, perchè rispecchia il vostro mood taciturno ed è lei a parlare per voi, almeno per il momento.

Di quelle che vi sentite un pò poeti maledetti ma poi vi dite basta, è ora di smetterla, è ora di crescere. Di quelle che nella bocca dello stomaco c'è un pulsante rotondo girato su off, ma non fa neanche male. È solo che è in stand by. È un led acceso in attesa di switchare su on, e lo sapete che prima o poi succederà, forse il giorno dopo, ma non ve ne importa neanche tanto, saperlo vi basta.

Basta. Con. Queste. Cazzate.

Forse dovrei cambiare il cd di Buckley e rimettere i più spensierati Beatles.

Mah.

Comments

  1. Anonymous22/5/09 13:37

    E' uno di quei giorni che ti domandi dove è finita quella te che pensavi di essere, che ti chiedi "perchè siamo su questa teeera" e ricordi i bei vecchi tempi dell'università, uno di quei giorni in cui ti senti veramente una qualsiasi in mezzo a tanti tanto da essere un numero; vuoi cambiare ed essere qualcos'altro, ma non sai da che parte andare e ti sembra che tutte le tue aspirazioni siano finite sul quel foglio che dice laurea e che li si siano fermate. E' uno di quei giorni in cui vorresti gridare che hai tanta voglia di fare, tanto da dare, ma sembra che a nessuno gliene freghi niente, uno di quei giorni in cui arriva la classica goccia che trabocca e decidi che è ora di cambiare...ciao gnoccoletta!

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  2. Anonymous22/5/09 13:38

    quando andiamo da bedont? :-)

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  3. in realtà no, niente di tutto quello che hai scritto. non sono stati giorni così riflessivi e importanti, non mi ponevo domande esistenziali né mi interrogavo sul senso della mia vita e il mio destino.

    era come se non pensassi e non avessi voglia di pensare. ho semplicemente lasciato passare quei giorni da soli, sapendo che quella sensazione di "galleggiamento" sulla realtà si sarebbe disciolta da sola.

    per quanto riguarda bedont e le altre gelaterie... quando vuoi, anonima veneziana!

    così magari riprendiamo i nostri discorsi, quelle belle lunghe e profonde chiacchierate ai tempi dell'università, che ancora me le ricordo :)

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