venerdì 29 maggio 2009

bella scoperta

se i giorni scorsi erano i giorni del galleggiamento scoglionato, questi ultimi sono quelli delle scoperte. ieri notte, tornando a casa, avevo il cuore colmo di gioia. rejoice, cantava bono nella canzone scarlet. ma cantava anche i fall down, october, stranger in a strange land. l’album è october e ieri notte in auto suonava da dio. i primissimi sono splendidi, è questa è una delle scoperte, anzi, una riscoperta (della bellezza dei primi album).

martedì ho scoperto una cosa importante. il perché da piccola ho iniziato a fantasticare. mi faceva soffrire così tanto la mia famiglia che io mi ricreavo un mondo dove non c’era violenza e dolore di nessun tipo. a volte c’erano, nel mio mondo, ma nel mio mondo io ero forte ed ero in grado di vincere.

martedì qualcuno ha preso la chiave giusta e l’ha girata nella serratura giusta.

ieri sera sono andata ad un incontro. con le mie mezze risposte e le mie mille domande, il mio caos interiore. nulla di nuovo, o forse no. è stata una serata così densa, così ricca, così intensa che ho provato la sensazione di doverla posare un attimo per riprendere il fiato, ma anche la sensazione di adeguatezza, quel pizzicorino, che non dovevo essere in nessun altro posto se non lì, con il mio caos interiore, sapendo di non sapere ma con la voglia di capire una virgola in più rispetto al giorno prima, all’ora prima, ad ogni secondo che passava.

e ho capito una cosa. cioè, già la sapevo, ma ieri sera l’ho sentita fortemente, come una scossa, uno scossone, un nuovo scossone. che la realtà è più bella della fantasia. è di gran lunga più bella, la supera di anni luce. con tutti i suoi casini, tutto il mio casino interiore. un gran 'bel' casino. con tutta la difficoltà che c'è stata e c'è nella mia famiglia. ma è la mia famiglia, è la mia la vita. capite? non sto dicendo che essendo questa la famiglia che mi è capitata devo volerle bene, qui non c’entra un cazzo di niente il dovere. ma c’è qualcosa, qualcosa di più, che non riesco ancora a dire, che non so, ma che c'è. so che è un gran 'bel' casino, cioè casino ma bello.

è un piccolo passo dopo l’altro. ci sono giorni che non ne muovo uno, o forse mi sembra così. ma questa settimana è una grazia.

anni fa uno mi disse, non puoi farcela da sola. ce ne ho messo di tempo per capirlo. ho dovuto vedere che il barile aveva una sua profondità (sapendo che quelli di altri possono essere ben più profondi del mio, non c’è un solo barile, la cantina è variegata). ma cazzo quanto aveva ragione. non possiamo farcela da soli. cito: “se parto da me ottengo uno, se parto dagli altri ottengo cinque. non lo so perché, ma funziona. appartenere fino a macerare nell’unità, vedo, che fa rinascere”. lo dico, devo ancora capirla bene, ma è di una forza incredibile.

6 commenti:

calzetteros(s)e ha detto...

Infatti cara laumig, la famiglia non si sceglie e non si deve veramente volerle bene se non se lo merita. Quel viaggio è duro e difficile, ma si fa. In Irlanda c’è un detto al quale mi appoggio nei momenti di dubbio: “No matter how long the day, the evening will come.” (Dá fhaid é an lá tiocfaidh an tráthnóna)

stella ha detto...

Ciao Laumig, sei sempre tu?

JANAS ha detto...

e...quando l'hai capita ..spiegala anche a me!

Sa ha detto...

amare la nostra complessità interiore e accettarne i casini dà una bella sferzata d'energia, apre nuove fessure di luce (...se ti dico in quale mondo mi nascondevo da piccola..aiutuuuuuuuuu) in fondo significa accettare noi stessi...che è uno dei miraggi da raggiungere...
ti abbraccio Laura!
Sa

Vale ha detto...

...e che le belle scoperte continuino..

antonio76 ha detto...

piacere di conscerti laumig..
grazie per i complimenti che mi hai fatto :-)
la tua pagina è molto significativa.. fa sempre molot piacere vedere quando, anche se a fatica, si riescono a ricomporre piccoli pezzi di puzzle che sembrerebbero del tutto inconciliabili e poi un significato globale ce l'hanno.. ed è forte!
un abbraccio