venerdì 29 febbraio 2008
time after time
sto prendendo tempo. = sto perdendo tempo. quando si rimandano le cose, a volte è un alibi. altre cose da fare? zero voglia? possibilità di aspettare? imprevisti? impegni? imp... asse. tutte scuse. "se vuoi qualcosa nella vita, allunga la mano e prendila" (into the wild). vuoi fare una cosa? falla. ecco, adesso la faccio
martedì 26 febbraio 2008
un pezzettino alla volta
una notizia, bella, che aspettavo da tempo, chiude finalmente un periodo un pò così. altre cose ci sono in ballo. e va beh. insomma, l'equilibrio lo si conquista un pezzettino per volta. l'importante è non fermarsi mai. mai.
giovedì 21 febbraio 2008
music was my first love
ieri in pausa pranzo sono andata con un'amica in centro, da ricordi; avevo in mente alcuni titoli di cd da prendere, volevo dare un'occhiata e scegliere almeno un acquisto. primo: rolling stones... c'era solo un titolo (uno???), e non era il mio. secondo: patti smith... c'era solo un titolo (uno?!!), e... non era il mio. terzo: ho cercato tori amos, il primo album... c'erano solo due titoli, ma non il primo lavoro. delusione, sconforto, desolazione. all'improvviso, nel reparto dvd, mi viene in mente un film che guarderei subito, the commitments. la targhetta di plastica in ordine alfabetico c'era. solo quella però. del film, nessuna traccia. mi ricordo i tempi in cui ricordi (scusate il bisticcio) era un grande riferimento per la musica a brescia, tra la discografia essenziale e le chicche... adesso mi pare ci siano solo le novità. che tristezza. nessun acquisto.
commento finale della mia amica: "beh, oggi torni a casa ricchissima!"
commento finale della mia amica: "beh, oggi torni a casa ricchissima!"
lunedì 18 febbraio 2008
ali nere, ali colorate
i feel good, ta-na-na-na-na-na-na.
oggi guidavo per andare a pranzo a casa e dopo aver svoltato al semaforo un nero merlotto mi ha attraversato la strada. di quelle diagonali che dici dài, veloce, che sennò ti tiro sotto. e invece no. lui lì, a mezz'aria, a fendere il campo visivo in un guizzo d'ali, come se mi aprisse la strada, come se mi accompagnasse. e mi è venuto in mente il finale di patch adams, quando lui, sulla collina, rivolge una domanda a dio. e una farfalla gli si posa sul braccio. emozione.
oggi guidavo per andare a pranzo a casa e dopo aver svoltato al semaforo un nero merlotto mi ha attraversato la strada. di quelle diagonali che dici dài, veloce, che sennò ti tiro sotto. e invece no. lui lì, a mezz'aria, a fendere il campo visivo in un guizzo d'ali, come se mi aprisse la strada, come se mi accompagnasse. e mi è venuto in mente il finale di patch adams, quando lui, sulla collina, rivolge una domanda a dio. e una farfalla gli si posa sul braccio. emozione.
venerdì 15 febbraio 2008
una mosca con gli occhiali
gli u2 sono il mio punto di riferimento musicale dalla prima liceo: all'epoca li vivevo come poteva viverli una quindicenne - visceralmente, globalmente, con passione ed entusiasmo, curiosità e un certo senso critico. tutto, insomma. compravo cassette e riviste, collezionavo ritagli, ma soprattutto sogni e ore di musica nelle orecchie. credevo di conoscerli abbastanza bene, ma non avevo per le mani una biografia come questa.
u2 by u2 (grazie grazie grazie m) come pubblicazione è uno splendore: pagine e pagine di foto, ritagli e dettagli. ma soprattutto interviste. racconti dal primo vagito a oggi. è appassionante mettermi lì, dopo vent'anni, a conoscerli nuovamente da zero. non dico che mi sento di nuovo come a quindic'anni, ma la scintillina è sempre lì, che sbarluccica allegramente.
mi piace moltissimo, della bio, l'alternarsi delle battute fra i vari componenti e, adesso al punto in cui sono arrivata, anche di mcguinness. mi piace molto leggerla un pezzetto per volta, la sera, alternando come sottofondo i vari cd. dei 4 irish men, ovviamente. ho provato ascoltando con altri musicisti, ma mentre leggevo sembravano una noiosa interferenza, come una mosca. ... the fly? lui?
u2 by u2 (grazie grazie grazie m) come pubblicazione è uno splendore: pagine e pagine di foto, ritagli e dettagli. ma soprattutto interviste. racconti dal primo vagito a oggi. è appassionante mettermi lì, dopo vent'anni, a conoscerli nuovamente da zero. non dico che mi sento di nuovo come a quindic'anni, ma la scintillina è sempre lì, che sbarluccica allegramente.
mi piace moltissimo, della bio, l'alternarsi delle battute fra i vari componenti e, adesso al punto in cui sono arrivata, anche di mcguinness. mi piace molto leggerla un pezzetto per volta, la sera, alternando come sottofondo i vari cd. dei 4 irish men, ovviamente. ho provato ascoltando con altri musicisti, ma mentre leggevo sembravano una noiosa interferenza, come una mosca. ... the fly? lui?
martedì 12 febbraio 2008
per una piccola cosa
avevo già detto che le piccole cose possono essere grandi cose. ne voglio raccontare una e parlo della signora adele, la mia vicina di pianerottolo. un paio di volte a settimana vengono a fare le pulizie delle scale e l'incaricata/o arrotola i vari zerbini e li dispone ognuno vicino alla propria porta per poter lavare i pavimenti. quando ha finito, se ne va e i cilindri zerbinosi rimangono arrotolati lì dove sono. la signora adele, con la quale ho potuto scambiare finora solo poche ma cordiali parole, quando sistema il suo zerbino mette a posto anche il mio. l'ho capito perchè la terza porta del pianerottolo ha sempre il suo bel cilindro arrotolato, quindi se non è questa terza persona e non sono io...
finora sono riuscita a restituire la gentilezza una sola volta: la signora adele deve avere un radar particolare, mi batte sempre sul tempo!
sembrerà una stronzata, e forse lo è. ma quando mi sono resa conto di questo tacito favore che mi ha offerto e mi offre ogni volta, mi si sono alzati gli angoli della bocca (e del cuore) all'insù.
non è necessario che accadano sempre eventi eclatanti nella nostra giornata. quando succedono le piccole cose e - soprattutto - ce ne accorgiamo, il giorno non è più un giorno scontato. è diventato qualcosa che la vita ci ha regalato e che noi regaliamo alla vita, ringraziando anche per una piccola cosa.
finora sono riuscita a restituire la gentilezza una sola volta: la signora adele deve avere un radar particolare, mi batte sempre sul tempo!
sembrerà una stronzata, e forse lo è. ma quando mi sono resa conto di questo tacito favore che mi ha offerto e mi offre ogni volta, mi si sono alzati gli angoli della bocca (e del cuore) all'insù.
non è necessario che accadano sempre eventi eclatanti nella nostra giornata. quando succedono le piccole cose e - soprattutto - ce ne accorgiamo, il giorno non è più un giorno scontato. è diventato qualcosa che la vita ci ha regalato e che noi regaliamo alla vita, ringraziando anche per una piccola cosa.
lunedì 11 febbraio 2008
e alla fine non rimase che la nuda terra
my love, while we talked
they removed the roof. Then
they started on the walls,
panes of glass uprooting
from timber, like teeth.
but you spoke calmly on,
your example of courtesy
compelling me to reply.
when we reached the last
syllable, nearly accepting
our positions, I saw that
the floorboards were gone:
it was clay we stood upon.
(john montague)
trascrivo qua una poesia che ho sempre trovato di una forza diretta, semplice e proprio per questo, immensa. è un poeta irlandese, uno dei tanti autori che ho studiato all'università, grazie al mio amato professore di letteratura inglese.
quando si ama, sparisce tutto. sparisce il superfluo. sparisce il falso. sparisce l'esteriore. poco alla volta, finchè alla fine rimane solo la nuda terra su cui siamo.
they removed the roof. Then
they started on the walls,
panes of glass uprooting
from timber, like teeth.
but you spoke calmly on,
your example of courtesy
compelling me to reply.
when we reached the last
syllable, nearly accepting
our positions, I saw that
the floorboards were gone:
it was clay we stood upon.
(john montague)
trascrivo qua una poesia che ho sempre trovato di una forza diretta, semplice e proprio per questo, immensa. è un poeta irlandese, uno dei tanti autori che ho studiato all'università, grazie al mio amato professore di letteratura inglese.
quando si ama, sparisce tutto. sparisce il superfluo. sparisce il falso. sparisce l'esteriore. poco alla volta, finchè alla fine rimane solo la nuda terra su cui siamo.
venerdì 8 febbraio 2008
ciò che c'è dentro
in questo periodo per me abbastanza incasinato e confuso, sto scoprendo una gioia nel lavoro che mi soddisfa. già in passato, nei momenti un pò così, il lavoro è stato per me un'ancora a cui appigliarmi. un pò lo è anche adesso, ma non è solo questo. mi sto proprio divertendo. l'ambiente, le persone, il mio pc, le interviste, le ricerche e, alla fine, arrivano loro: le righe! tante, belle, una dietro l'altra. la sfida che mi sono posta è di provare a rendere ogni volta diverso un pezzo che riguarda gli stessi o simili argomenti rispetto al giorno prima o alla settimana scorsa. mica sempre ci riesco. però mi sento viva.
the universal
ogni tanto non resisto, devo cliccare su "blog successivo" e andare a farmi un giro nel mondo. Sulle pagine di un blogger che vive in sud taiwan ho trovato una citazione che mi piace, mi incuriosisce, la trascrivo.
"love without courage and wisdom is sentimentality, as with the ordinary church member. courage without love and wisdom is foolhardiness, as with the ordinary soldier. wisdom without love and courage is cowardice, as with the ordinary intellectual. but the one who has love, courage and wisdom moves the world" (ammon hennacy).
"love without courage and wisdom is sentimentality, as with the ordinary church member. courage without love and wisdom is foolhardiness, as with the ordinary soldier. wisdom without love and courage is cowardice, as with the ordinary intellectual. but the one who has love, courage and wisdom moves the world" (ammon hennacy).
martedì 5 febbraio 2008
meglio tardi che...
lo so, è uscito da un pò. però non l'avevo ancora comprato: dopo l'uscita dell'ultimo cd, amen, sono andata a comprarmi la malavita (ma non ditelo a m). dopo aver scaricato alcune canzoni, era ora che prendessi il cd (era ora). ah, in ritardo di qualche anno (qualche) ho preso anche l'unplugged a ny dei nirvana. insomma, due emergenti...
ce ne sono di album che devo ancora prendere. 2-300 almeno (almeno). il passato è una piscina, ogni tanto bisogna tuffarsi.
ce ne sono di album che devo ancora prendere. 2-300 almeno (almeno). il passato è una piscina, ogni tanto bisogna tuffarsi.
lunedì 4 febbraio 2008
carnevale
è una vita che non mi travesto da qualcosa, ma se potessi in questo momento mi vestirei da bagnante ai caraibi o in polinesia.
funambolico
spesso [la vita] è un fatto di equilibrismi, di giochi di destrezza tra un'auto e l'altra in corsa, ma anche di momenti in cui si deve tirare il freno e fermarsi a guardare. c'è della poesia in tutto questo. anche una lacrima nasconde un sorriso. una mano ha in sé la stretta di un'altra. facile o difficile, ma tutto qui. ascolto release, dei pearl jam.
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