Corpo, mente, spirito

Non splende oggi per me
né per te, né per nessuno
è malato, non concede
ombre, né rilievi

Pallida, mi incammino
bruciando di febbre
come divampa una scheggia
che luce, e subito muore

È l’inverno, mi dico
è l’aria fumosa che striscia
nelle vie della città
che si muove nella nebbia

la febbre sale per i vicoli
illumina spigoli e palazzi
non cede il passo a nessuno
non a me, non a te

Quando sarà l’ora, dicono,
scenderà da sola
lasciando un flebile respiro
e il fisico debilitato

ma colmo di nuovi desideri
pronto ad amare di nuovo
camminando con poche soste
non la stanchezza lo fermerà.

Luce, e poi buio, e poi luce
canti, e poi silenzio, e parole ancora
Corpo mente spirito
e poi aria, poi vento, poi mare

La febbre divora in una sola scintilla
che spreco, o forse no
forse così doveva essere
di fronte alle stelle,
che niente le muove,
di fronte al mio cuore,
al mio io, uno e trino
al mio essere, al mio
nucleo sospeso,
al mio non essere,
di fronte al mio centro
e così anche per te
forse così anche per te,
per gli altri,
per ogni centro
è così, sì
per il centro di
ognuno

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