Conoscere il sé, una storiella

Su una barca che attraversa il fiume c'è un pandit, un bramino, dotto in scritture sacre. Il pandit chiede al barcaiolo: "Sai il sanscrito?"
"No" risponde quello.
"Senza il sanscrito un quarto della tua vita è perso", dice il pandit. "Conosci almeno la letteratura classica?"
"No"
"Un altro quarto della tua vita è perso, perchè ci sono libri bellissimi e leggerli dà grande gioia. Sai almeno leggere e scrivere?"
"No" dice il barcaiolo.
"Un altro quarto della tua vita è andato perso".

In quel momento il pandit si accorge che la barca fa acqua e le sue gambe sono già a mollo. Il barcaiolo cerca di tappare la falla, ma non c'è niente da fare. L'acqua continua a crescere e la barca sta per andare a fondo.
"Sai nuotare?" chiede il barcaiolo al pandit.
"No", risponde quello impaurito.
"Tutta la tua vita allora è persa", conclude il barcaiolo.

Morale: è inutile saper leggere e scrivere, conoscere il sanscrito e l'intera letteratura, se non si conosce se stessi.

(Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra)

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