Quando una mente è bella

"Incontri con menti straordinarie" è il convegno a cui ho assistito stamattina. Protagonisti i premi nobel per l'economia Robert Aumann e John Nash. Ho imparato qualcosa di più sulle teorie, ma non è per questo che ho aperto un post. Sono rimasta colpita da loro, dalla loro vicinanza che metteva in luce analogie e differenze. Due matematici, due genialità, ma soprattutto due animi e vite umane così diverse. Tanto colpiva uno per il suo sguardo sereno, tanto l'altro per la sua fragilità. Tanto uno sembrava a suo agio davanti al pubblico e regalava dolci sorrisi, tanto l'altro sembrava a suo agio in un mondo suo e regalava sofferta tenerezza, dolci malinconie. Ma anche acuta ironia.

Il messaggio è ottimista: quando una mente è beautiful, lo è. A prescindere dal fatto che possa essere straordinaria, geniale. Matematica ed economia e poesia e bellezza. È a questo che ho assistito stamattina, ma soprattutto poesia e bellezza.

Ah, dimenticavo. Tra le varie riflessioni condivise con il pubblico c'è n'è stata una che mi ha destato curiosità ma anche perplessità, vale a dire la teoria secondo la quale per avere la pace ed evitare la guerra è bene che le nazioni sviluppino e si muniscano di armi. Capisco la logica. Ma poi mi si forma un enorme punto interrogativo sopra la testa...

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