Per una piccola cosa

Avevo già detto che le piccole cose possono essere grandi cose. Ne voglio raccontare una e parlo della signora A., la mia vicina di pianerottolo. Un paio di volte a settimana vengono a fare le pulizie delle scale e l'incaricata/o arrotola i vari zerbini e li dispone ognuno vicino alla propria porta per poter lavare i pavimenti. Quando ha finito, se ne va e i cilindri zerbinosi rimangono arrotolati lì dove sono. La signora A., con la quale ho potuto scambiare finora solo poche ma cordiali parole, quando sistema il suo zerbino mette a posto anche il mio. L'ho capito perchè la terza porta del pianerottolo ha sempre il suo bel cilindro arrotolato, quindi se non è questa terza persona e non sono io...

Finora sono riuscita a restituire la gentilezza una sola volta: la signora A. deve avere un radar particolare, mi batte sempre sul tempo!

Sembrerà una stronzata, e forse lo è. Ma quando mi sono resa conto di questo tacito favore che mi ha offerto e mi offre ogni volta, mi si sono alzati gli angoli della bocca (e del cuore) all'insù.

Non è necessario che accadano sempre eventi eclatanti nella nostra giornata. Quando succedono le piccole cose e - soprattutto - ce ne accorgiamo, il giorno non è più un giorno scontato. È diventato qualcosa che la vita ci ha regalato e che noi regaliamo alla vita, ringraziando anche per una piccola cosa.

Comments

  1. l'estate scorsa passeggiando per Amsterdam ho incontrato un ragazzo e una ragazza che si aggiravano con un cartello: "free hugs". Non mi sono fatto pregare e mi sono preso la mia bella abbracciatona...non mi ha cambiato la vita, ma mi ha fatto sorridere e quindi ha reso la vita più bella. Sai cos'è meraviglioso? camminare per la strada e salutare gli sconosciuti...alcuni ti prendono per pazzo, altri pensano che tu ti stia confondendo con qualcun altro...ma alcuni...bè, alcuni si allargano in sorrisi di labbra e cuore...le piccole cose...

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  2. Ho fatto entrambe le "pazzie": in ottobre sono andata a Sesto san giovanni ad abbracciare una donna indiana, praticamente una santona. Ero scettica, ma mi son detta "è un abbraccio, che mi può succedere?". nemmeno a me ha cambiato la vita, ma credo che l'abbraccio sia un gesto che apre il cuore. Tempo prima, un giorno, mi sono messa a salutare e parlare con passanti, ciclisti, passeggeri su un autobus. Non l'avevo mai fatto prima. C'è una bellissima poesia di Neruda, che ho appeso al mio frigo, che inizia così "Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
    rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce". Non ho più ripetuto quell'esperienza, ma provarla comunque ti fa capire che la cupola in cui a volte le solitudini ti confinano può essere bucata e così riesci a sentire il calore immenso anche del più piccolo raggio di sole. ciao :)

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  3. semplicemente splendida la poesia di Neruda...e, ragazzi: fa pensare che la testa rischia di andarti in fumo!

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  4. p.s. e comunque dopo quel giorno dell'abbraccio alla donna indiana ho pensato che mi sarebbe piaciuto andare in piazza Duomo (la mia piazza preferita di Brescia, una delle più belle) e mettermi lì con il cartello "Abbracciatemi" !!! praticamente come il cartello che hai visto ad Amsterdam!! Allora esiste, si può fare... quasi quasi dopo il v-day di grillo potremmo istituire l'hug-day in tutte le città d'Italia, ci pensi?

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  5. Vero, dipende da quanto uno riesce a prendere consapevolezza di sé e del mondo e dalle decisioni che ne scaturiscono. Solo così può iniziare a intraprendere un cammino di conoscenza e verità, di salvezza anche, perchè la testa non vada in fumo ma di fantasia, inseguendo i sogni che scopre appartenergli. e vederli diventare realtà.

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